Dopo 77 anni, il fascismo riprese il potere in Italia

Giorgia Meloni, il prossimo primo ministro italiano, ammirava Benito Mussolini, che era il dittatore fascista d’Italia e un alleato del dittatore della Germania nazista, Adolf Hitler.

Anni fa disse che “Mussolini era un buon politico. Tutto quello che ha fatto, l’ha fatto per l’Italia”. Le sue parole ricordano quelle pronunciate nel 2013 dal suo padrino e alleato politico, Silvio Berlusconi, che giustificò così l’alleanza di Mussolini con Hitler: “Temendo che la forza della Germania diventasse vittoria generale, preferì allearsi con la Germania di Hitler piuttosto che contrastarla. lui.” In seguito, riferendosi alle leggi razziali emanate nel 1938 che limitavano i diritti degli ebrei italiani e alla fine consentivano la loro prigionia e deportazione nei campi di sterminio nazisti, Berlusconi sostenne che “furono il peggior errore di Mussolini, che fu per molti versi farne dei diritti”. .

Berlusconi e Meloni preferiscono ignorare che le decisioni di colui che fu dittatore dal 1922 al 1943 fecero centinaia di migliaia di morti.

Il fascismo della Meloni è fuori discussione. Ha iniziato la sua carriera politica 30 anni fa, all’età di 15 anni, aderendo al Fronte della Gioventù (FdG) del Movimento Sociale Italiano (MSI), un partito neofascista fondato nel 1946 dai sostenitori di Mussolini che ha adottato il nome e i principi della Repubblica Sociale Italiana, lo stato fantoccio che Hitler creò nel nord Italia nel 1943 con Mussolini a capo, dopo che questi fu rovesciato con un colpo di stato nel settembre di quell’anno.

Divenne ben presto il leader del FdG, che, secondo quanto ha scritto di recente il giornalista spagnolo Jaime Bordel Gil sul settimanale CTXT, “era un’organizzazione neofascista che negli anni più difficili della violenza politica, i cosiddetti ‘anni di piombo ‘ (dalla fine degli anni ’60 alla fine degli anni ’80), molti membri sono stati coinvolti in attacchi terroristici di estrema destra che hanno causato dozzine di vittime.

Nel 2012 la Meloni fonda i Fratelli d’Italia il cui motto è “Dio, patria e famiglia”, lo stesso usato dal fascista Mussolini, e come logo una fiamma tricolore di verde, bianco e rosso, identica a quella di MSI.

È vicino ad altri politici nazionalisti di destra come l’ungherese Orbán, l’americano Bannon, il francese Le Pen e lo spagnolo Abascal, e ha espresso ammirazione per la Russia di Putin.

Così ha riassunto la sua ideologia in un discorso lo scorso giugno ai leader di Vox, il partito neofascista spagnolo:

“Non c’è possibilità di mediazione: o dici ‘sì’ o dici ‘no’. Sì alle famiglie biologiche, no ai lobbisti LGBT. Sì all’identità sessuale, no all’ideologia di genere. Sì alla cultura della vita, no all’abisso. Sì all’universalità della croce, no alla violenza islamica. Sì alle frontiere sicure, no all’immigrazione di massa. Sì al lavoro dei nostri cittadini, no alla grande finanza internazionale. Sì alla sovranità popolare, no ai burocrati di Bruxelles. E sì alla nostra civiltà e non a chi la vuole distruggere. Lunga vita ai patrioti europei!

Parole dall’estrema destra la cui elezione preannuncia tempi difficili per l’Italia e per l’Unione Europea.

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Daniel Jensen

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