Verona e Pisa limitano il consumo di acqua a causa delle ridotte riserve

ROMA, 3 luglio (DPA/EP) –

Le città italiane di Verona e Pisa hanno annunciato l’imposizione di restrizioni al consumo di acqua a causa del recente calo delle riserve dovuto a una siccità e nel mezzo di una forte ondata di caldo.

A Verona l’acqua può essere utilizzata solo per “scopi domestici, igiene e pulizia personale” ha annunciato sabato il Comune. Inoltre, tra le 06:00 e le 21:00, è vietato l’irrigazione, il lavaggio dell’auto o il riempimento delle piscine e tutte queste attività devono essere evitate per il resto del tempo.

Queste misure saranno in vigore fino al 31 agosto e sono previste sanzioni fino a 500 euro per chi non rispetta queste norme.

Intanto a Pisa, in Toscana, misure simili entreranno in vigore dall’11 luglio. L’acqua potabile può essere utilizzata solo per attività domestiche.

L’Italia sta soffrendo una forte ondata di caldo aggravata dalla mancanza di precipitazioni. Inoltre il fiume Po, il più lungo del Paese, si è prosciugato in alcuni tratti del suo corso e ha registrato il livello più basso da oltre 70 anni. Proprio a causa della bassa portata del fiume, l’acqua marina è penetrata fino a 30 chilometri fino all’interno della sua foce nel mare Adriatico, con conseguenze che si ripercuotono sulla popolazione circostante.

Diversi comuni del nord del Paese razionano l’acqua da settimane e in città come Milano è stata interrotta la fornitura della fonte più grande.

Diverse regioni hanno chiesto al governo centrale di dichiarare lo stato di emergenza per consentire l’arrivo di aiuti economici e l’attuazione delle misure di protezione civile. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato che i provvedimenti saranno presi forse da lunedì.

Intanto il Ministero della Salute italiano ha attivato lo stato di “allerta rossa” a causa del caldo in 22 città del Paese, tra cui il capoluogo, Roma, Palermo, Napoli, Firenze e Bologna, dove gli esperti hanno raccomandato ai residenti, soprattutto quelli del sud paese, che si proteggano dal sole tra le 11:00 e le 18:00 e che evitino la concentrazione delle persone per evitare vampate di calore.

L’ondata di caldo, chiamata Caronte (riferendosi ai minatori che trasportano anime negli Inferi nella mitologia greca), ha portato le temperature fino a 44ºC in alcune zone del paese durante il fine settimana, soprattutto nella parte centrale. Zone come l’interno di Umbria, Lazio e Abruzzo toccheranno i 43ºC, riporta ‘L’Stampa’.

Daniel Jensen

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