La borsa di Milano precipita dopo la crisi politica in Italia

La Borsa di Milano oggi ha chiuso in ribasso e l’indice selettivo FTSE MIB è sceso del 3,44%, a 20.554,33 punti, il minimo da novembre 2020 a causa delle tensioni politiche nel governo italiano.

Nel frattempo, l’indice generale FTSE Italy All-Share è sceso del 3,29%, a un intero 22.549,96.

durante la sessione 697 milioni di azioni sono passate di mano con un valore di 2.171 milioni di euro (circa 2.180 milioni di dollari USA a cambi correnti).

Il premio per il rischio italiano, che misura la differenza tra le obbligazioni tedesche e le obbligazioni decennale italiane, era di 218 punti base e rendimento obbligazionario decennale al 3,31%.

Gli investitori in piazza Lombard oggi hanno optato per un sell-off a causa delle forti tensioni politiche vissute questo giovedì e che ha sollevato la possibilità di una crisi nel governo di Mario Draghis.

Ha pesato anche l’annuncio della Commissione Europea che l’economia italiana crescerà solo dello 0,9% nel 2023, grande riduzione rispetto alle previsioni di maggioquando calcolato crescerà dell’1,9%, rendendolo il paese dell’eurozona che crescerà di meno il prossimo anno.

Quindi, dei quaranta titoli partecipanti alla selettiva milanese, solo tre rimasti in posizione positiva: la compagnia petrolifera Saipem, che cresce del 5,69%, dopo diversi giorni di pesanti perdite, i produttori di apparecchi acustici Amplifon (2,06%) e Stmicroelectronics (0,32).

Il lato più vivace è il numero rosso, guidato da Telecom Italia (-6,40%), Bper Banca (-6,17%), Unicredit (-6,11%), Enel (-5,69%) e Intesa Sanpaolo (-5,54%).

Daniel Jensen

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