Draghi ha completato un anno al governo come cura per il caos politico

Roma, 12 feb. (EFE).- L’economista Mario Draghi è da un anno a capo del governo italiano grazie a una grande coalizione che solo lui ha saputo radunare, viste le contese tra i suoi vari partiti, ma con estenuanti sfide alla legislatura nel 2024 e completa guarigione dalla pandemia.

Il 13 febbraio 2021 si realizzano a Roma i presagi e il prestigioso ex presidente della Banca Centrale Europea ha prestato giuramento come presidente del Consiglio al Palazzo del Quirinale alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella, entrambi simboli di stabilità istituzionale.

Era un periodo molto difficile per il Paese: il governo di Giuseppe Conte era appena caduto per mancanza di sostegno, il virus correva, era appena iniziata la campagna vaccinale e doveva partire subito l’ancora di salvezza del Recovery Plan.

La scelta di Mattarella, arbitro dello scacchiere politico italiano, è stata quella di convocare un tecnico che è riuscito a formare un governo ad alto consenso per sostituire Conte o indire le elezioni.

E la soluzione è stata attraverso un tecnico, Draghi, che è riuscito a mettere insieme un gabinetto di “unità nazionale” con tutti i partiti, dai democratici progressisti alla Lega di estrema destra, fatta eccezione per gli ultras Fratelli d’Italia, che hanno fatto da unica opposizione .

APPROVATO DAL GOVERNO

La coalizione di governo per ora non ha perso membri, come di solito accade nella politica italiana sempre impegnata, e continua a ottenere l’approvazione del pubblico, anche se sta iniziando a mostrare segni di usura, secondo un sondaggio Tecné di oggi.

In particolare, il 55,1% degli italiani si fida del governo di “unità nazionale” di Mario Draghi a un anno dal suo insediamento, anche se il tasso di accettazione dell’economista è sceso dello 0,3% rispetto ai dati del 2 febbraio.

Un quarto degli intervistati ha sospeso il proprio governo, ritenuto specificamente “migliore” del precedente gabinetto dal 21% degli intervistati, “uguale” dal 43% e “peggiore” dal 24%, mentre il 12% non sapeva o non ha risposto.

Tuttavia, un’altra analisi, condotta da Quorum/Youtrend per SkyTg24, mette al 60% la fiducia nel governo Draghi.

LUNGA CAMPAGNA ELEZIONI

“La squadra del governo è efficiente e continuerà”, ha detto venerdì il primo ministro in una conferenza stampa.

Questo perché il timore più grande è che la coalizione venga messa in cortocircuito dagli interessi di ciascun partito prima delle elezioni generali della primavera del 2023. In effetti, nessuno si rende conto che gran parte di quest’anno avrà un’atmosfera elettorale. campagna.

E la politica nazionale sta vivendo grandi divisioni, come hanno dimostrato le recenti elezioni presidenziali repubblicane, in cui i partiti non sono riusciti a mettersi d’accordo sul successore di Mattarella e hanno finito per costringerlo a ripetere a malincuore.

Tutti i sondaggi mostrano, ad esempio, l’erosione della Lega Matteo Salvini, nella coalizione di governo, ma collocano gli ultras Meloni come la formazione più potente, soli all’opposizione e che di volta in volta sono emersi come primo partito.

Draghi ha dovuto invece smentire le voci sulla sua possibile candidatura alle elezioni come opzione di mezzo, strada intrapresa da un altro tecnocrate arrivato in tempo di crisi, Mario Monti (2011-2013), con risultati disastrosi.

«Gli ho risposto in modo molto chiaro: l’ho escluso», ha risposto in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri a un giornalista che chiedeva se c’era una possibilità della sua candidatura.

L’economista, con il suo solito tono secco, lamenta che ogni due volte viene nominato per ogni tipo di posizione.

“Ho visto molte persone lanciare la mia candidatura per vari incarichi in giro per il mondo, mostrando grande interesse per me. La ringrazio molto. Ma vorrei chiarire che se per caso voglio lavorare dopo questa esperienza (politica), Riesco a trovare un lavoro. da solo”, sistemato.

PER RECUPERO

La priorità assoluta del governo Draghi lo scorso anno è stata quella di sostenere la ripresa economica dell’Italia, che chiude il 2021 con una crescita del prodotto interno lordo del 6,5%, il secondo miglior dato dell’Unione Europea, dopo la Francia.

Altro obiettivo è l’investimento nel Recovery Plan, che è dotato di circa 190.000 euro del meccanismo europeo di ripresa e resilienza, per ridurre i danni del coronavirus, e che, secondo il presidente del Consiglio, “sta andando molto bene”.

Ma c’è un’altra ombra all’orizzonte: l’inflazione “preoccupante” che, avverte Draghi, “attacca il potere d’acquisto dei lavoratori e, anche se non ancora in vista, erode la competitività delle imprese e l’aumento dei prezzi dell’energia.

Gonzalo Sanchez

(c) Agenzia EFE

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