[Critique roman] Il labirinto – Franck Thilliez

Un romanzo corale oscuro e intelligente

Verranno giorni belli e con loro un nuovo romanzo Franck Thilliez (1991, Due volte alla volta, Confuso…), che si è affermato negli anni come punto di riferimento per i thriller francesi, con ben otto milioni di copie vendute e libri tradotti in tutto il mondo. Quest’anno nessun nuovo lavoro per la saga Sharko-Hennebelle, ma nuovi indipendente, autonomoromanzi estranei alle altre sue pubblicazioni: labirinto. Tuttavia, in apparenza, come sarebbe più saggio leggerlo dopo il dittico Manoscritto incompiuto e Due volte alla voltapubblicato nel 2018 e nel 2020. Alcuni elementi della trama potrebbero, infatti, rivelare elementi dei due romanzi precedenti e svelare nuovi misteri.

In labirinto, in una villa appartata fu ritrovata una figura dal volto ridotto in poltiglia con l’attizzatoio. Al suo fianco, un misterioso sospetto che non ha memoria di quanto accaduto. Aiutato da uno psichiatra, riesce a frugare nella sua memoria e raccontargli la straordinaria storia di diversi enigmatici protagonisti: giornalista, romanziere, psichiatra, che è stato rapito… La storia prende le sembianze di un romanzo corale in cui ogni capitolo è incentrato su una donna .giovani i cui destini sono misteriosamente legati.

Come nei suoi romanzi precedenti, Franck Thilliez, che ama insegnare oltre che intrattenere, sceglie un nuovo tema scientifico come forza trainante della sceneggiatura, lo studia attentamente e lo rende popolare per renderlo accessibile ai lettori inesperti. Qui si interessò all’elettrosensibilità, che è caratterizzata da un’intolleranza alle onde e ai campi elettromagnetici. Affronta anche il tema molto malsano di pellicola del tabacco, film che ritraggono scene di estrema violenza, dalla tortura all’omicidio. Pertanto questo romanzo è molto oscuro e uno degli scrittori più oscuri.

Emozionante caccia al tesoro

Insieme a labirintoFranck Thilliez dimostra ancora una volta di saper costruire una storia astuta con una suspense insopportabile. Alternando regolarmente capitoli incentrati su ciascun protagonista, imprigiona il lettore nei colpi di scena della storia, guidandolo, come Ariane nel labirinto del Minotauro, a un risultato che risolverà tutti gli enigmi. Crea così dei veri e propri enigmi, ognuno dei quali è un prezioso indizio per la risoluzione finale. Nulla è lasciato al caso e la meccanica implacabile che crea sulle sue pagine lavora con precisione da orologiaio. Ogni volta che un personaggio sta per fare una scoperta, l’autore cambia i capitoli per mantenere la suspense e ritardare la rivelazione prevista. Il vantaggio di Thilliez è che riesce a garantire che tutte le trame di questo romanzo corale abbiano la stessa intensità e interesse, in modo che il lettore rimanga affascinato dall’interrogante.

La tensione è permanente e la scrittura va dritta al punto, con frasi brevi, precise e incisive. L’autore non si preoccupa dell’esagerazione, ma punta alla massima efficienza, nonché alla massima chiarezza possibile. Indipendentemente dalla costruzione volutamente contorta della storia, l’obiettivo non è rallentare l’azione o confondere artificialmente il lettore, ma confonderlo per condurlo, nel momento scelto dall’autore, alla fine del suo labirinto.

L’intero libro è considerato una gigantesca caccia al tesoro, dove Thilliez si infila negli indizi, gioca con l’onomastica e fa un passo indietro rispetto all’atto della creazione. Mettendo in scena il personaggio dell’autore, si interroga sull’attenta scrittura e costruzione del romanzo.

Il terzo volume richiesto per la trilogia Manoscritto incompiuto ?

Trovando, dal primo capitolo, i nomi che gli sono familiari, il lettore lo capisce subito labirinto è il terzo volume della trilogia Manoscritto incompiuto. Trovarlo senza leggere gli altri due sarebbe quindi un disservizio, in quanto l’autore fornisce nuove rivelazioni sulla sua storia girevole.

Franck Thilliez ha dimostrato in molte occasioni di essere capace di rinnovarsi, come ad esempio 1991, pubblicato in brossura all’inizio di questo mese, presenta il personaggio ricorrente Sharko cambiando l’era, durante i suoi primi anni nelle forze di polizia. Qui, però, attingendo un po’ troppo a una trama che sembra finita, rischia di essere noioso e di rendere l’esito più prevedibile del solito.

Allo stesso modo, gli argomenti trattati sembreranno ridondanti all’aspirante lettore. Certo, amnesia, scrittura mise en abyme e giochi di puzzle sono argomenti interessanti che gli stanno a cuore, ma sono stati messi in scena più e più volte nei suoi romanzi. Le domande sull’arte e la riflessione che solleva sulla possibilità che gli esseri umani rappresentino tutte le cose, anche la violenza estrema, sono state discusse anche in Due volte alla volta.

labirinto perché è un romanzo che brilla per la sua costruzione ingegnosa, la scrittura avvincente e la suspense sbalorditiva. Tuttavia, può essere deludente per i lettori affezionati perché, ripetendo troppi dei suoi temi preferiti, Franck Thilliez non è stato in grado di infondere la freschezza e l’originalità che è stata la linfa vitale dei suoi romanzi precedenti.

Jacqueline Andrus

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